ARTEADARONA. Gli artisti: Silvia Ceffa ...
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ARTEADARONA. Silvia Ceffa ::: SilviaCeffa
::: corso Liberazione, 81 - 28041 Arona (NO)
::: Telefono: 0322.46614
::: Mobile: 339.2406326
::: E-mail: pansey55@hotmail.com

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Silvia Ceffa, nata a Torino il 2 luglio 1980.
Residente in Arona in Via Liberazione, 81.
Mi definisco una persona “particolare”, sensibile e solare.
Mi sono iscritta al Liceo Turistico dove ho imparato molte discipline tra le quali tre lingue: inglese, francese e tedesco.
Successivamente ho frequentato l’Accademia di Belle Arti e si è realizzato il mio sogno! Qui ho seguito il biennio di base “pittura” prendendo poi l’indirizzo restauro; abbiamo imparato così a restaurare statue lignee policrome, affreschi, tele e tavole, approfondendo nozioni e tecniche anche a congressi e stage a Milano, Stresa e Torino.
Ho preso parte inoltre a corsi di fotografia, tecniche di scultura, design, grafica pubblicitaria e computer.
L’arte, per me, è una vera passione e spesso vado a vedere mostre, provando ogni volta grandi emozioni.
Ho tenuto una personale a Montrigiasco ed ho esposto in varie collettive e concorsi. Sono iscritta ad associazioni culturali che si dedicano all’arte e spesso vado a vedere mostre organizzate dagli artisti iscritti a Milano, Gallarate, Busto Arsizio, Novara, Chiavari e Arona.
“Nell’informale il quadro viene considerato alla stregua della superficie reale. L’operazione della pittura consiste quindi nel fatto, nel coprire la superficie, la tela imponendo quella distinzione tradizionale tra fondo e figura.”
Mi piace in particolare l’informale gestuale: si può parlare di gestualità quando il valore essenziale, che è l’espressione pittorica, mette in luce la registrazione della foga creativa che passa attraverso il braccio e il pennello del pittore.
La pennellata diventa inscindibile dal quadro, diventa un impulso vitale ed è un’azione non progettata.
Ne è esempio il largo gesto gocciolato di Jackson Pollock.
Io dipingo prevalentemente con colori acrilici. A volte preparo una base, spesso nera o bianca, poi metto colore e ancora colore dando equilibrio ed armonia al quadro: bisogna rendere la composizione di colore bilanciata ed armonica.
Tutto sta nella scelta dei colori e dei loro accostamenti, nel determinare con i propri gesti il tipo di macchia che si forma cadendo dall’alto sulla tela.
Il movimento e la scelta dei colori cambiano a seconda dello stato d’animo; il gesto della mano segue una danza quando è rilassato e sereno, invece è vorticoso e deciso quando è pensieroso. Non si progetta il quadro, ma si prevede il modo di comportamento, non bisogna porsi davanti alla tela, ma girarvi attorno: è la pittura ad imporre il ritmo.
Tutto sta nel ritmo, basterebbe un passo falso e si romperebbe il nesso che fa vivere fisicamente insieme il pittore e la pittura. Non c’è un copione, ma una improvvisazione, un’intesa quasi una coesistenza tra gli strumenti e l’artista.
È un ritmo che coinvolge anche gli spettatori.
Infine il titolo di un’opera è come quello di un romanzo: serve ad affascinare e a me piace questa idea, infatti i miei quadri hanno tutti il titolo.
Per capire che tipo di arte esegue un artista e quindi comprendere i suoi quadri, è necessario conoscere la sua storia; l’errore più diffuso è la convinzione che un’opera debba parlare subito.