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La nostra Associazione nasce nell’inverno del 2003 ad opera di un gruppo di persone che
si scoprono accumunate da interesse e passioni diverse per le arti visive.
In realtà lo stimolo più forte deriva dalla progressiva (e paradossale per una città
che si ama definire turistica e d’arte) riduzione degli spazi espositivi e delle occasioni
di incontro per chi, a vari livelli (hobbistico, dilettantesco, professionale) ritiene di
aver qualcosa da dire coi colori e di-mostrare agli altri, possibilmente tanti.
Lo Statuto perciò, nella sua parte introduttiva, recita testualmente: “è costituita in Arona … libera associazione spontanea,
di fatto, apartitica, apolitica e aconfessionale, con lo scopo di riunire le persone operanti
o simpatizzanti nel campo delle arti visive (pittura, scultura, fotografia, video, installazioni);
con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro” ...
Per il resto non vi è nello Statuto nulla di più di quanto non si possa trovare in qualsiasi analogo atto che
regoli la vita di una moderna associazione tra liberi cittadini, fatto salvo “gli scopi ...
con particolare riferimento alla realtà locale ..:
::: Organizzare mostre, partecipare a fiere;
::: Coordinare l’attività artistica dei soci;
::: Organizzare scambi con altre analoghe associazioni o comitati;
::: Organizzare corsi, conferenze, seminari, incontri rivolti ai soci e non, sui temi dell’arte;
::: Organizzare raccolte di fondi per le finalità associative;
::: Editare cataloghi, pubblicazioni e materiale promozionale;
::: Collaborare con associazioni ed Enti per lo sviluppo delle iniziative sociali”.
Ed è esattamente ciò che abbiamo concretizzato nel nostro primo anno di vita insieme.
Delle diverse iniziative attuate in questi mesi si è avuta ampia eco sulla stampa locale. Val la pena qui di ricordare la nostra prima collettiva, perché si è trattato davvero di un evento per la città di Arona: 27 di noi hanno esposto a turno per 5 settimane nell’unico spazio pubblico rimasto a disposizione degli artisti locali. E la soddisfazione è stata unanime, così come il consenso della cittadinanza e delle Istituzioni.
Dopo questo anno di rodaggio abbiamo iniziato a muoverci con qualche timore in meno e senza
più dover chiedere lo spazio di visibilità che ci siamo conquistati coi fatti, l’impegno e la serietà.
L’apertura di questa pagina (alla quale aderiscono solo i soci che lo desiderano) è un
altro passo in avanti, nonché una moderna forma di comunicazione che, si spera, darà i
suoi frutti così come è stato finora per tutto ciò che, insieme, abbiamo realizzato.
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::: RELAZIONE ANNUALE [gennaio 2011] Come spesso succede in occasione dell'inizio di
un nuovo anno, anche in questa caso ci si trova a fare il bilancio del lavoro svolto e si stendono progetti per
il futuro: questa volta, grazie ancora all'ottimo lavoro del direttivo (e del nostro segretario in particolare)
siamo stati in grado di anticipare i tempi e per questo la mia relazione sarà più breve del solito.
Inizio con il ringraziare i soci vecchi e soprattutto nuovi per la fiducia accordata all’Associazione, in
continua espansione,: eravamo nove nel 2006, abbiamo superato i trenta nel 2010 e contiamo di crescere ancora.
Passiamo al bilancio: prima ancora dei conti, che, come sentirete tra poco, sono in buon attivo, val la pena di ricordare che le iniziative che abbiamo preso o alle quali abbiamo partecipato perchè attivate da altri, sono state maggiori rispetto agli anni precedenti, ma, soprattutto, hanno dato ulteriore visibilità alla nostra associazione.
La lista, facendo una semplice operazione di divisione, giustifica ampiamente l'entità della quota sociale e dovrebbe da sola incoraggiare la partecipazione di vecchi e nuovi soci.
L'elenco completo i soci dovrebbero già averlo ben presente: mai come in quest'anno appena trascorso infatti è migliorato e intensificato il lavoro di informazione che Valerio e Antonello soprattutto, ma anche Sonia e Carla hanno saputo svolgere.
Se poi qualcuno tra i soci ha qualcosa da lamentare in proposito, ce lo faccia sapere senza timore;
il direttivo, a nome del quale presento questa relazione, ha sicuramente da lamentare la scarsa attenzione e/o dimenticanza di cui troppi tra i soci si sono resi protagonisti.
Tra noi, spesso, la discussione è sorta infatti tra il dover informare ulteriormente oppure no: probabilmente la questione rimarrà irrisolta, ma è davvero il caso di farla presente, in occasione dell'assemblea annuale !
Quanto agli eventi, la decisione che vorremmo poter prendere da oggi è che non si dia più corso ad alcuna iniziativa se non avendo prima e con certezza un numero minimo di adesioni.
In ogni caso ciò che è stato fatto non può più essere messo in discussione: sarebbe comunque il caso di imparare dagli errori eventualmente commessi, per evitare di ripeterli.
E tutte le attività svolte, indipendentemente dal numero di soci partecipanti, hanno avuto successo, di pubblico come di critica, come si suol dire.
Per il prossimo anno abbiamo già steso un calendario di massima che avete avuto modo di visionare con la lettera di convocazione: è una esigenza fondamentale, da troppo tempo e da più parti richiesta, compreso l'intervento dell'amministrazione comunale che, riunite tutte le associazioni aronesi, ha rilevato questo bisogno come primario.
Vi presenteremo perciò più dettagliatamente le proposte, in modo da uscire di qui con un calendario, almeno mensile, ufficiale e presentabile in qualsiasi sede. Fermo restando possibile una sua integrazione per eventi che arrivassero dall'esterno o da proposte che i soci faranno oggi.
A questo punto le note dolenti che il direttivo ritiene di girare ai soci, affinchè ognuno si esprima come meglio crede, ben sapendo che non interessano giustificazioni personali, né enunciazione di buoni propositi: contano, come sempre, i fatti!
• vorremmo, come già detto, maggiore attenzione alle comunicazioni che vi inviamo. Sinceramente non sembra il caso di dover rincorrere ulteriormente alcuno: sia per le adesioni agli eventi, sia per la consegna e il ritiro delle opere esposte, sia per la disponibilità a fare turni. A questo proposito vorremmo essere drastici : chi non da garanzie di presenza o almeno non si preoccupa di farsi sostituire, non espone.
• Esiste in ogni caso la buona educazione e la correttezza: con una telefonata o un sms si può avvisare di indisponibilità, improvvise o previste che siano.
• Altra questione, sempre a proposito di regole, riguarda il rispetto del tema in caso di opere da esporre allo spazio moderno: sia che si decida di affidare a Cinzia Pastori la supervisione/selezione dei lavori presentati, sia che si tratti di eventi diversamente gestiti, appare più che necessario escludere le opere che non rispettino il tema, pur con tutte le attenzioni e scrupoli (per i lavori astratti in particolare) : tutto ciò per rispetto del pubblico innanzi tutto, ma anche dei soci che, attenendosi da sempre a quanto richiesto, hanno lamentato discutibili (per l'attinenza) presentazioni.
• Proprio per ovviare a discussioni inutili, anche se forse qualcuno non se ne è accorto, abbiamo da tempo portato a conoscenza di tutti un mini regolamento espositivo: a questo rimando, sottolineando per il 2011 l'intenzione da parte del direttivo uscente di pretenderne la totale applicazione.
• Non può esistere ad esempio, in particolare, che chi si assume l'onere degli allestimenti debba anche perdere del gran tempo a mettere attaccaglie che non ci sono o se ci sono sono posticce o sbilenche, per non dire di altre simili amenità che davvero indispongono anche il più disponibile tra i membri del direttivo.
• E' da sottolineare invece come sicuramente positivo il miglioramento nella qualità delle opere via via esposte: più di un visitatore tra i più attenti ce lo ha fatto notare e ne siamo ben lieti. Si tratta semplicemente di continuare su questa strada, magari rinunciando in qualche occasione ad esporre se non si è in grado di mantenere un livello di decoro. Oltretutto ne va dell'immagine del singolo, oltre che del gruppo...
• sta invece prendendo più consistenza il “problema” della gestione della nostra sala, da diversi punti di vista (apertura e pulizia in primo luogo, ma anche presenza alle inaugurazioni) : è evidente che Martino non si può ne si deve considerare il portinaio della situazione solo perchè vicino di casa e disponibile. Né altri come lui: deve essere chiaro che il “servizio” offerto dal direttivo non possa andare oltre il già consistente impegno, ma, soprattutto dev'essere chiaro che l'iscrizione ad AaA non può considerarsi come la tassa da pagare per avere determinati servizi da un pubblico ufficio. Perciò delle due l'una: o si monetizza tutto, trovando personale adeguato (aumentando conseguentemente le quote sociali, ovvero chiedendo un fee extra a chi non vuole o non può collaborare ) o ci si da un po' più da fare, con una maggior presenza e disponibilità di ciascun socio.
• Un'altra questione che merita riflessioni ulteriori è lo scarso utilizzo dei soci (soli o in gruppo) dello Spazio Moderno: in questo primo anno solo 2 di noi hanno ritenuto di approfittare di questa opportunità. Sarebbe invece auspicabile una maggiore presenza espositiva: ciò non al mero scopo di recuperare il più rapidamente possibile le spese sostenute, quanto per evitare lunghi periodi di chiusura (ovviamente durante la bella stagione) che hanno il principale difetto di far “dimenticare” al pubblico l'esistenza di questa struttura. Dopo tutto devo ricordare che se il primo obiettivo per cui nacque AaA, la possibilità espositiva, è stato pienamente raggiunto con l'apertura della sala che in molti ci invidiano non altrettanto si può dire del secondo , il confronto tra i soci, purtroppo ancora ben lontano non solo dall'essere raggiunto, ma addirittura dall'essere perseguito.
• Infine, doverosamente e proprio in continuità con quanto appena detto, il direttivo auspica che quante più manifestazioni possibili assumano il carattere della continuità: è il caso della mostra dei lavori dell'UNI 3 che ci siamo assicurata anche quest'anno, così come della mostra di Bonsai che avrà, molto probabilmente una seconda edizione. Il tutto secondo la logica vincente della sinergia che deriva dal lavorare con altri soggetti, a volte anche più esperti di noi. Come dimostra l'arricchimento dell'indirizzario che abbiamo avuto dalla corporazione dei Bardi
Con questo concludo la mia annuale relazione, nella convinzione di essere stato ben chiaro e con la speranza che il dibattito che ne seguirà possa essere più che proficuo per tutti quanti noi.
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